Da leccarsi i baffi

martedì 19 luglio 2016


Mi capita spesso di iniziare qualcosa per caso, di seguire l’onda del momento senza starci troppo a pensare. Mentre la mente vaga le mani lavorano e quando i pensieri si ricongiungono con le azioni sono la prima che si sorprende del risultato. Mi è successo anche oggi e adesso che guardo la mia bella torta ai lamponi ripenso alla giornata che non è iniziata con uova e farina... 

Le idee mi fioriscono in testa soprattutto quando sto fuori e quando rientro e mi capita di andare in cucina ecco le mani cercare libero sfogo. E così oggi ho preso burro e cioccolato e li ho messi insieme in un pentolino sul fuoco lasciando che si sciogliessero piano piano a bagnomaria. 

Sapevo di avere un bel cestino di lamponi freschi e aprendo il frigo per prendere le uova il loro tenue profumo mi ha colto come un invito. Tuorli e zucchero mescolati insieme, gli albumi li ho montati a neve. Ho aggiunto un bicchierino di cognac perché mi piace quella nota particolare che lascia nella torta una volta evaporato l’alcol in cottura. Ho amalgamato dal basso verso l’alto, delicatamente ho mescolato finché il composto non è apparso perfetto. 

Ho messo in forno per 30 minuti e nel frattempo, ho finalmente colto l’invito dei miei lamponi. Li ho lavati e asciugati con la cura delicata di chi ha paura di far male. Il loro timido profumo si è spanso in attesa di fondersi con l’aroma di cioccolato della torta appena sfornata. 


E pensare che questa mattina mi sono alzata prestissimo per passare tutta la giornata in campagna. Avevo lasciato le persiane della mia camera da letto spalancate perché adoro aprire gli occhi con l’aurora. In questo periodo dell’anno se ti svegli prima del sorgere del sole vedi la luce invadere con forza le tenebre che intimidite indietreggiano fino a scomparire. 

Ecco, io mi sveglio all’alba per farmi inondare dalla luce del giorno che nasce. E così pervasa me ne sono andata per il solito viottolo lasciando liberi i pensieri. Il cestino lo porto sempre con me perché la natura è buona e generosa e non manca mai di omaggiarmi con qualcosa di speciale. 

Cammino senza fare troppa attenzione tanto il sentiero lo conosco al punto che il suo solco l’ho scavato coi miei passi. Vengo qui da quando sono piccola e nonostante questo ogni volta, ogni cosa mi sembra nuova. Questi fiori li oggi per la prima volta. Eppure il cespuglio è folto e rigoglioso e non sembra sia nato da poco. Mi fermo attratta dalla corolla semplice e dal rosa appena accennato dei petali. Il profumo è quasi impercettibile ma piacerebbe al naso di un grande profumiere francese. 

Dico grazie e faccio un piccolo inchino di riconoscenza, poi colgo qualche ramo da mettere nel mio cestino. Anche oggi ho avuto il mio dono dalla natura. Continuo la passeggiata fino al limitar del bosco canticchiando vecchie canzoni. 


Cucù, sei tu? Chi c’è là dietro di te? Nessuno lo sa. 

In verità i fiori non coprono, non nascondono. Sono lì per abbellire fosse una tavola, un angolo di casa o anche una persona. Collo, anse, pancia e piede sono le parti dell’anfora antica e sono io. 

Dunque così, con il mazzo di fiori sorretto a due mani sono il vaso per i miei bellissimi rami. 

Ho la testa tra le fronde o il mio corpo è fiorito? La risposta non viene e resto in attesa, sospesa per qualche minuto… 


Al mio segnale scatenate le mani… fuori i folli pensieri dentro l’azione. Ho raccolto i fiori questa mattina presto dopo una lunga passeggiata. Li ho presi perché sono come me all’apparenza semplici, ma se ti soffermi un po’ sono pieni di dettagli inaspettati. 

I petali sono delicati e comuni con quel tanto di presunzione che basta a far abbozzare la forma di un cuore. Banalmente bianchi se non fosse per il rosa talmente impercettibile che potresti pensare che sia soltanto per timidezza. Singoli, formano coppie o piccoli gruppi sui rami. 

Li ho tenuti in mano raccolti come in un vaso e adesso voglio riempire con la loro discreta bellezza tutta casa. Prendo bicchieri spaiati, bottigliette vuote di succhi di frutta, qualche vasetto di vetro di yogurt. Poco importa se non sono vasi di finissima porcellana cinese dove un ramo di orchidea pretenderebbe di essere sistemato. 

Fiori come questi non hanno bisogno di ornamenti inutili, la loro bellezza sussurrata si percepisce meglio senza orpelli. Mi diverto a dividere i lunghi rami fioriti in piccoli tralci perché ogni fiore possa avere il suo spazio, la sua luce, possa far sentire forte il suo nome.


La giornata è lunga, le cose fatte già tante. Ho sistemato i vasetti fioriti in ogni stanza e adesso mi serve un po’ di riposo, un po’ di ristoro. Vado in cucina preparo un tè alla menta super rinfrescante fatto come dio comanda. Mentre aspetto il tempo di infusione penso ai miei piccoli fiori. 

Giulietta si struggeva chiedendosi se la rosa con un altro nome avrebbe lo stesso dolce profumo, io mi domando quale sia il loro nome. Anonimi, ma non per questo meno odoranti mi ricordano l’aroma dei frutti di bosco. 

Cara Giulietta, con la loro semplicità questi fiori hanno risolto l’enigma in cui sei rimasta intrappolata per secoli. Intanto, ripensando ai frutti di bosco mi viene l’acquolina, le mani si attivano spinte dal ricordo del cestino di lamponi freschissimi che mi hanno regalato.

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Ricetta torta al cioccolato e lamponi

Ingredienti:
200 gr di cioccolato fondente
200 gr di burro
150 gr di zucchero a velo
4 uova
2 cucchiai di fecola di patate
1/2 bustina di vanillina
un bicchierino di liquore
lamponi freschi (lavati e asciugati) 

Cominciate la preparazione sciogliendo a bagnomaria il cioccolato insieme al burro. Dividete i tuorli dagli albumi, che dovete mettere da parte per essere montati, e mescolateli con lo zucchero a velo. Fate raffreddare per qualche minuto la salsa di cioccolato prima di unirla ai tuorli lavorati con lo zucchero, avendo cura di lasciarne da parte un pochino per la guarnizione finale. Aggiungete poi la fecola di patate, un bicchierino di liquore e la vanillina. Montate a neve gli albumi e uniteli con delicatezza al resto dell'impasto fino a che non siano perfettamente amalgamati. Imburrate la teglia e foderatela con della carta forno, versate metà del composto e cospargetelo con una manciata abbondante di lamponi che coprirete poi con l'impasto rimasto, livellate la superficie e mettete in forno a 180 gradi per 30-40 minuti. Lasciate raffreddare la torta e decoratela a piacere con la salsa di cioccolato e i lamponi freschi rimasti. 

Da leccarsi i baffi. Provare per credere.

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Le bellissime foto che accompagnano il racconto di Paola Conficoni sono di Infraordinario StudioLa tela cerata rossa a pois bianchi usata per la merenda è di Au Maison. La potete comprare online su I Love country chic shop.


Che la festa cominci!

lunedì 27 giugno 2016



Immaginiamo per un attimo che queste casine siano quelle di una piccola e ridente cittadina romagnola che per una settimana si trasforma nella capitale del "mangiar bene", che quello steso sia uno dei ricettari più famosi al mondo e che quelli lì siano gli occhialini del suo concittadino più illustre. 

Dal 25 giugno a Forlimpopoli è scattata l'ora X: fino a domenica 3 luglio il centro storico sarà animato dalla Festa Artusiana che da 20 anni prende il nome e rende omaggio a Pellegrino Artusi, padre indiscusso della moderna cucina italiana. 

Filo conduttore sono le preparazioni fatte in casa e le oltre 700 ricette del manuale artusiano "La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene" che rivivono nei tanti ristoranti e punti di degustazione allestiti lungo le strade, le piazze e i vicoli di Frampùl (come la chiamiamo qui), rinominati per l’occasione secondo i capitoli del celebre libro.


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Foto firmata per I love country chic da 2 vere buongustaie oltre che fotografe di cucina con i controfiocchi:
Sara e Chiara di 
Infraordinario Studio

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